Lettera a Nam-Joon

Caro Nam-joon, scusa se ti chiamo per nome, non vorrei sembrare irrispettosa. La ragione per cui lo faccio è che, in questa lettera, prima di essere un’ARMY, mi piacerebbe essere un’amica. Sì, lo so, suona esuberante anche a me: non hai idea di quanto tempo abbia speso a decidere se scriverti questa lettera fosse giusto o sbagliato. Ma ho finalmente preso la mia decisione, perché c’è qualcosa che vorrei tanto dirti. Circa una settimana fa, ho letto online quello che ti è stato detto una volta riguardo al tuo aspetto e, soprattutto, la tua risposta al commento. Hai detto “lo so”. “Lo so”. Niente risate, niente urla, niente discorsi. Solo “lo so”. Mi sono sentita svuotata. Conosco bene quelle parole: non sono una dimostrazione di forza. Sono il segnale che le persone ti hanno finalmente convinto a crederci. Tuttavia, qualcosa mi suonava strano, perché avevo letto tanti commenti di persone che ti dicevano sinceramente quanto eri bello ai loro occhi. “Dovrebbe essere abbastanza”, pensavo, “come fa a non capirlo?”. Dentro di me conoscevo già la risposta e sì, sa molto di clichè, ma spero che sentirla ancora una volta, da un’estranea che vive lontano, molto lontano, potrebbe aiutarti a non sentirti solo. La risposta è che non importa chi e quanti cerchino di tirarti su di morale, perché l’unico che deve guardare in quell’arma demoniaca chiamata “specchio” sei tu. Quando guardi il tuo riflesso guardi le tue debolezze, guardi il tuo passato, ti senti spaventato dal futuro e, se ti senti estremamente triste, puoi addirittura sentire le parole che ti sono state rivolte. E sì, in parte sei quel riflesso, ma non devi dimenticarti che non sei quell’uomo nello specchio. Quando lo guardi, ricordati quanto è diverso da te: lui è in una prigione di vetro, mentre tu sei fuori, in grado di muoverti, di tapparti le orecchie. Sì, ti è permesso farlo almeno una volta: tutti sanno quanto a lungo tu le abbia lasciate aperte per proteggere i tuoi hyungs (fratelli). Nam-joon, non penso che le mie parole saranno in grado di curare le tue ferite o di farti cambiare idea, ma non è mai stata mia intenzione fin dall’inizio: come hai dimostrato prima del debutto e subito dopo, puoi essere incredibilmente determinato. Ma non volevo farti sentire solo. Congratulazioni per tutto, Nam-joon, spero che adesso tu stia sorridendo.

Con tanto amore.
B.