Ringraziamenti
3 gennaio 2021
Questa pagina è dedicata a Morena, a Daniele e a tutti i clienti Amazon che hanno lasciato una recensione o hanno cliccato su quelle ammalianti e, nello stesso tempo, inquietanti cinque stelline, di cui, fino a poco tempo fa, ignoravo la funzione e persino l’esistenza.
– Grazie a Morena, la prima lettrice in assoluto ad avermi lasciato una recensione. Con poche parole ne ha riassunto non soltanto il contenuto, ma anche, e soprattutto, lo spirito. Quando, quel sabato mattina, ho letto che aveva fatto le ore piccole per finirlo, sono andata nella mia camera, ho acceso il pc e ho iniziato a revisionare la Seconda parte “Del Leone e del Cerbiatto”.
– Grazie a Daniele, di cui condivido completamente l’opinione. Sono contenta che gli siano piaciuti i miei personaggi. Non riesco ad esprimere cosa si prova, quando, quasi dotati di una propria volontà, cominciano a muoversi autonomamente e ti sfuggono di mano costruendo la loro storia. Proprio come la prima volta che il Ciambellano è sfuggito alla mia penna, mettendosi a saltellare per i corridoi del palazzo, canticchiando e sollevando la palandrana. Mentre si allontanava nell’andito buio, ogni tanto si voltava indietro e mi strizzava l’occhio, come per dire: “Hai visto, te l’ho fatta!”.
– Grazie al cliente Kindle 3 che l’ha letto tutto d’un fiato. Era il mio intendimento: ho sempre pensato, e penso tuttora, che, in questa prima parte, l’amore fra DaeHyun e Jing sia travolgente. Ma “tutto d’un fiato” è molto, molto meglio. “Un amore tutto d’un fiato”: sì, calza a pennello.
– Grazie al cliente Amazon afflitto dalla “Sindrome del come va a finire”. Lo comprendo completamente. Sono affetta dalla stessa malattia, che mi ha costretta a scrivere subito la Seconda e anche la Terza parte prima ancora di revisionare la Prima. Prossimamente riceverà le risposte a quelle domande, anche se, come ha imparato a fare JiSeok, bisogna sempre… farsene altrettante.
– Grazie al cliente Amazon che l’ha definito “appassionante”. Gran bell’aggettivo. Credo abbia la stessa radice del sostantivo “passione”, che viene dal verbo latino “patior”: significa “soffrire insieme”, ma anche “inclinazione vivissima, forte interesse”. Ma se non ne siamo sicuri, possiamo sempre chiedere a YongHo.
– Grazie, infine, a tutti coloro che mi hanno regalato quelle splendide stelline.
