Girl power
Ieri, un’amica di mia figlia, che sta leggendo il libro, ignorando ovviamente chi ne sia l’autore, ha sentenziato che il personaggio di Jing le piace perchè “possiede il girl power”.
Wow. Girl power… Non ci avevo pensato.
Per quanto mi riguarda, l’ultima volta che sentii parlare di girl power fu a proposito delle Spice Girls nei miei lontani anni ’90. Sul momento, immaginare Jing in veste di Spice Girl mi ha lasciata un po’ perplessa, ma, riflettendoci, credo che l’amica di mia figlia abbia ragione.
Sì, Jing possiede il girl power.
Viene trascinata suo malgrado in un mondo di uomini maschilisti e, diciamolo pure, un po’ retrogradi, ma nonostante ciò riesce a conquistarli, senza mai, mai perdere la sua femminilità. Anzi, forse ancora inconsciamente, poichè ancora solo fanciulla, si serve della sua femminilità, unitamente alla sua intelligenza e alla sua perspicacia, per ottenere ciò che vuole.
Non è dotata di poteri fantastici da super-eroina, non utilizza magia, non ha, come si dice in gergo, “santi in paradiso”; non combatte, non usa il pugnale; sa correre e saltare perchè sulle montagne si insegna a nascondersi, a scomparire: solo i Guerrieri affrontano i nemici del Nord.
Non tenta, scusatemi, di “fare l’uomo”, nonostante affronti qualsiasi circostanza con coraggio e determinazione.
Non ne ha bisogno: il comportarsi da uomo non aggiungerebbe nulla al suo valore. Grazie a lei i Regni ottengono l’alleanza con il Sol Levante, e sempre grazie a lei il Leone riesce a fronteggiare i barbari con l’appoggio dei soldati del Nord.
È vero: morde. Oh, sì, che morde, ma lo considero un vezzo estremamente femminile: quale di noi non ha mai avuto l’istinto di mordere un capo prepotente e stupido o un collega pigro e inconcludente?
Io, spesso e volentieri.
