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Cosa piace degli anime: il mio inizio con “Your Name”.

Perchè gli anime piacciono? Cosa sono gli anime? Perchè guardare gli anime? Cosa ne pensate degli anime? Anime e manga: cosa sono?

Bentrovati! Oggi vorrei cercare di trovare con voi una risposta a una domanda che mi sono posta spesso: perché gli anime piacciono così tanto?
Ve lo siete mai chiesti?

Gli anime, ovvero le opere d’animazione di produzione giapponese, sono ormai conosciuti a livello mondiale, conquistando intere generazioni, me inclusa… anche se, devo ammetterlo, con qualche difficoltà… Ma andiamo con ordine.

La prima volta in cui ho riflettuto sulle ragioni che avevano spinto così tante persone ad appassionarvisi, è stato circa due anni fa, quando un’amica mi parlava entusiasticamente di un film anime che aveva visto nel week-end. Mi raccontava della qualità delle animazioni, si perdeva nella spiegazione di una storia assurdamente complicata, cercava di cantare le canzoni della colonna sonora, fermamente intenzionata a convincermi a guardarlo. È stato allora che mi sono chiesta come potesse un film, un anime peraltro, sortire questo effetto. Forse era l’idea di un mondo fantastico, un mondo dai colori accesi, dagli occhi grandi, un mondo in cui il labile confine fra possibile e impossibile sbiadisce progressivamente, per perdersi nelle storie di cui una parte di noi sogna e sognerà sempre di essere protagonista? Mmmh… Eppure, al giorno d’oggi non mancano certo opere di fantasia: Tolkien, Rowling, Meyer, solo per citarne alcuni. Possibile che nessuno di questi autori, così diversi tra loro, fosse in grado di soddisfare i lettori? Ad ogni modo, se non fosse stato per la sua testardaggine, probabilmente non sarei mai entrata nel mondo degli anime.

Il film era “Your Name”, scritto e diretto da Makoto Shinkai. Dopo essermi ostinata a definirlo incomprensibile e a cercare ogni più piccolo spunto per criticarlo per la prima metà, ho finito per rimanerne totalmente assorbita. Inutile dire che la serata si è conclusa con un pianto di dolore misto  a felicità e rassegnazione: avevo perso la scommessa, la mia amica aveva ragione, ma almeno avevo trovato il mio nuovo film preferito. Tuttavia, ancora non avevo trovato una risposta alla mia domanda, ora leggermente diversa: cosa mi  aveva affascinato tanto. E ad ogni nuovo anime che guardavo (sì, perché dopo quel primo assaggio non sono più stata capace di fermarmi), la domanda si ripeteva, e ogni volta veniva lasciata senza risposta… O meglio, senza una risposta definitiva. Infatti, ad oggi, ancora non sono certa di cosa mi attragga tanto da farmi aspettare una settimana per l’uscita di un nuovo episodio o mi faccia fare le ore piccole la notte, ma forse ne ho una vaga idea…

B.

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